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De Bartholomaeis, Vincenzo. Poesie provenzali storiche relative all'Italia. Volume primo con ventiquattro silografie. Roma: Tipografia del Senato, 1931

[CdT en procés d'incorporació]

461,180- Anonym

 

CLIV.

IGNOTO

 

Testo di P (unico).

CLIV. L’ignoto autore di questo sirventese scriveva poco dopo la battaglia di Cassano d’Adda (27 settembre 1259), nella quale Uberto Pelavicino il marchese d’Este e Boso di Dovara, a capo delle truppe guelfe, sconfissero e catturarono Ezelino IV da Romano, il quale, pochi giorni dopo, cessava di vivere. Egli prende di mira un certo «barone», difficile a identificare. Antecedentemente l’autore ne aveva detto del bene, ma a torto; ora ne vuol dire tutto il male, a ragione. È un barone che ha parteggiato, dapprima con  l’Impero, poscia con la Chiesa che gli ha perdonato le colpe. Ora sembra esser sul punto di cangiare nuovamente partito. Il contegno di questo personaggio è esattamente conforme a quello che, in quegli anni, tra il 1258 e il ’59, mostrarono Boso di Dovara e Uberto Pelavicino. Ma si resta ben perplessi nell’identificarlo con l’uno o con l’altro di essi. Del resto, molti furono allora nell’Alta Italia quelli che, per combattere Ezelino, passarono alla parte della Chiesa. La questione sarebbe facilmente risolta qualora si riescisse prima a chiarire, l’allusione ai rapporti del personaggio con Pisa e Lucca, l’una ghibellina, l’altra guelfa; ma disgraziatamente le fonti pisane e lucchesi non fanno alcuna luce in proposito; poi, a chiarir l’allusione al marchese Federico ricordato al v. 25.

 

 

 

 

 

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