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Pasero, Nicolò. Guiglielmo IX. Poesie. Modena: S.T.E.M.-Mucchi, 1973

[CdT en procés d'incorporació]

183,007- Guilhem de Peitieu

 

 V’è molta letteratura sul vers de dreit nien: il suo carattere bizzarro ed enigmatico ha provocato più d'uno studioso a cercare la « soluzione » di questo che è annoverato fra i più famosi devinalh provenzali 1. Scabroso è soprattutto il problema della sua posizione nel complesso dell'opera di Guglielmo: a questa problema dedichiamo le considerazioni che seguono.

Cerchiamo anzitutto di definire la struttura di questo vers: le prime sette (di otto) coblas sono dedicate a una serie di asserzioni riferite volta per volta all'argomento del vers medesimo (cobla 1: esso è dreit nien), al « temperamento » dell'autore (tema degli influssi stellari e magici, c. 2), alla sua situazione fisiologica (temi del dolore, c. 3; e della malattia, c. 4), ai suoi rapporti sentimentali (tema dell'amigua, coblas 5-7). L'ultima cobla è un « invio », che chiude il circolo aperto dall'esordio 2, e nel contempo offre la soluzione di tutte le contraddizioni precedenti.

All'interno delle singole coblas, le asserzioni per lo più fatte in forma negativa (i no sai) vengono a loro volta negate, o relativizzate in senso negativo, secondo uno schema di opposizioni lassicali binarie (vv. 2, 8, 9) o ternarie (vv. 3-4); oppure sono annullate dall'Aufhebung dovuta a un'opposizione tonale (di « registri ») 3 fra affermazione seria (« tragica ») e negazione ironica (« comica »): così ai vv. 15-18. 19-20, 20-21, 25.

Le ricerche sulla genesi del devinalh hanno mostrato, con dovizia di riferimenti, a quali tradizioni filosofiche e retoriche risalga questo tipo di strutture « contradditorie » 4: in linea di massima, all'origine immediata dei componimenti de oppositis sta la forma mentis del paradosso (cristiano o profano), di cui le contraddizioni enunciate sono espressione contestuale. Il paradosso cristiano si nutre dell'enorme discrepanza fra l'apparenza immediata della realtà terrena e il suo senso ultimo, quale si mostra solo alla luce della Veritas ultraterrena 5. Le varianti mondane riprendono questo meccanismo, applicandolo alla ristretta sfera del fenomeno amoroso: in ultima analisi, esse operano una profanizzazione tipica, cioè la sostituzione dell'elemento determinante religioso (Dio) da parte di Amor (con l'implicita bestemmia, per i teologi ortodossi, di parificare Amor Dei e Amor Mundi) 6.

Una delle linee principali che percorre la poesia trovadorica è così quella dell’ « impareggiabilità » dell'oggetto amoroso 7: tale impareggiabilità si complica nella progressione fra adorazione della singola dama decantata e sottomissione all'Amor in sé e per sé 8, come al principio superiore che regola la società dei fis amans 9; essa costituisce- una volta portata al limite estremo della « irraggiungibilità »- il polo determinante per la tematica del «paradosso amoroso », quella tematica di desiderio soggettivo e impotenza oggettiva da cui derivano all'amante cortese tristezza, dolore, disperazione, e anche follia, « non-senso ».

Alla visualizzazione di un «non·senso» è dedicato appunto il vers de dreit nien 10: ma se si guarda bene all'enunciato del testo, si nota come determinante non sia tanto la struttura specifica degli opposita (che oggettivano l'incertezza psicologica e l'insicurezza conoscitiva dell'autore), quanto piuttosto il fatto che tale struttura è posta al servizio d'una presa di posizione ideologica assai decisa nei confronti del fatto amoroso: e cioè di quella ideologia affermativa dell'amore concreto (« oggettivo »), che costituisce anche il Leitmotiv dei componimenti ai companho. 11.


L'enunciato del vers de dreit nien è insomma in linea con quello di altri componimenti di Guglielmo, in cui si canta un amore ben raggiungibile 12: tale linea si rivela nella rottura dello schema dei no sai da parte del chiaro ie·n sai gensor e belazor/ e que mais vau (vv. 35-36), un’alternativa concreta da cui - come rivela poi la tornada- ci si attende un'indubbia corresponsione amorosa 13. Le parziali neutralizzazioni dei no sai all'interno delle coblas precedenti preparano questa rottura 14: esse concentrano l'attenzione sul fatto che non è il « non-senso » a costituire il messaggio del testo, bensì la situazione di carenza amorosa dovuto a un «falso » atteggiamento nei confronti dell'oggetto d'amore: nel momento in cui tale « indifferenza » viene abbandonata, e la sostituisce un chiaro « sì » all'amore, gli opposita e le insicurezze scompaiono, come appunto confusi sogni al risveglio, al confronto con la realtà oggettiva 15.

La maggioranza delle interpretazioni del vers de dreit nien appare quindi insufficiente, nella misura in cui si concentra sull'aspetto formale del testo, accetta sulla base di questo elemento- la definizione data dall'autore nell'esordio (che il vers sarà sul « puro nulla »), e si premura poi solo di stabilire le radici ideologiche e culturali di questo enigma 16. In realtà invece la definizione vers de dreit nien è etichetta che compete solo (per estrapolazione) al sistema dei generi poetici, e che insomma costituisce - come s’è già osservato - un elemento ridondante di quella tensione fra « non·senso » e « senso » (senso della realtà!) che è costitutiva del componimento.

In questa prospettiva assumono peso le interpretazioni che nel vers scorgono elementi di parodia, o quantomeno implicazioni polemiche rispetto a una tradizione di poesie sul tema dell'amore-visione (in cui rientrerebbe centralmente, per es., il rudelliano amor de lonh) 17. La posizione che Guglielmo assume (qui e altrove) 18 rispetto all'amore è quella di un diretto materialismo: in ciò essa si distingue dalla ideologia in prevalenza sublimante dell' « amor cortese », con cui d'altra parte ha in comune un avversario nel partito dell'ortodossia moralistica, per cui combatte per es. Marcabruno 19.

Il vers de dreit nien permette insomma di intravvedere una complessa articolazione di polemiche ideologiche all'epoca delle « origini » provenzali: esso indica perlomeno la compresenza di accenti contradditori all'interno dell'atteggiamento « mondano » rispetto all'amore, che è comune a tutta la corrente non moralistica. Da un lato, si avrebbe un filone materialistico (amor de cavalier), che vede nella donna soprattutto un oggetto dei sensi, di cui va preso possesso senza scrupoli, in conformità con le leggi che regolano tutta la natura 20. Dall'altro lato, - come pare indicare la dialettica del vers de dreit nien si avrebbe un filone più astratto, più filosofico se si vuole, insomma in prevalenza idealistico, coltivato in special modo dai clercs, le cui motivazioni andranno forse ricercate nella diversa posizione sociale degli autori 21.

La compresenza di tesi e atteggiamenti così disparati nella poesia provenzale delle origini risale a questa complessità di posizioni, che viene ancora esaltata dalla polemica con altre correnti non « cortesi » e soprattutto dalla dialettica degli influssi, dei dibattiti e degli sviluppi interessanti i singoli autori. Anche il problema del « bifrontismo » di Guglielmo IX 22 va visto sullo sfondo di questi movimenti.

 

EDIZIONI PRINCIPALI: Jeanroy. IV. Appel, Chrest., n° 39; Bartsch, Prov. Lesebuch, p. 46; Holland-Keller; Gentile, p. 83; Hill-Bergin, p. 2; Riquer, p. 12; Roncaglia, 25 poesie, р. 13.

 

METRICA: 8 coblas singulars (l'ultima è una tornada). Schema:
Sa 8a 8a 4b 8a 4b. Rime maschili.

Rima a: -en, atz, -itz, -ir, -es, -ort, -a, -uі.

Rima b: rima fissa -au.

Rime equivoche: 4:10:12 (au); 28:40 (cau); 36:42 (vau).

Si hanno rime equivoche solo in posizione b.

Si osservi che alla cobla 6 si ha rima imperfetta -ort:belazor (cfr. Jeanroy, p. xvi). Vedi però la nota linguistica, § 22, 3.

Alla cobla 7, la lezione remanc (ms. E; manca in C) andrà corretta in remâ, se si vuole rima perfetta (v. nota 41).

Alla cobla 3 si ha rima cara in -itz (cfr. ADan, ed. Toja, p. 43).
 

 

 

 

 

 

 

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