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Italiano
Giulio Bertoni

I. Ah, Vergine, a cui si volge il mio pensiero! Se a voi piace udire i miei devoti prieghi, non avverrà ch'io mi allontani da perfetta gioia, perchè vivo e morto avrò gioia intera da voi. Donna, che date per sempre gioia — gioia che vi viene da Colui, che ha in potere e tiene in suo dominio i beni e i mali, le gioie e gli affanni. Onde ogni mia preoccupazione sarà in voi onorare, poichè l'onorare altri, rispetto a voi, non mi piace.
 
II. O Donna che valete al di là d'ogni valore, vi si può ben lodare senza essere contradetti; e, lodandovi, nessuno può mentire, perchè voi siete fiore di verace sapienza, fiore di bellezza, fiore di vera misericordia, fiore a cui il mondo .... fu dato, voi siete gioia perfetta. Quando venne in voi l'alto Re di giustizia, voi rimaneste vergine, dopo la sua nascita.
 
III. Senza bisogno di seme, voi, Donna, aveste un frutto, che fa a sua volta rinverdire e fiorire tutti i buoni frutti e li fa granare e maturare a lor tempo, tutti quei frutti, cioè, che si ottengono con sincero pentimento, con digiuni, con molte preghiere e con quella carità, che conviene avere in se stessi, poichè la carità è via e sentiero che conduce l’uomo a Dio, il quale è frutto perfetto e riesce a conquistarci, quando la nostra fede non è ferma.
 
IV. Ben so, o Donna, che chi si ricorda di voi e si dà a servirvi di buon cuore, serve se medesimo, perchè è sicuro di ottenere felicità eterna; e il suo servire non sarà messo in non cale (poichè voi ve ne ricorderete) là dove ciascuno avrà paura di se stesso — tanto il giusto, quanto il ladro e l'aggressore di strada — allorquando avrà luogo il giudizio finale, in cui nessun che tenti difendere i suoi torti troverà protezione.
 
V. Buona Donna, quando penso che tanto mi han fatto mancare i miei folli desideri, col pensiero e colla parola, con sciocche azioni e con vane apparenze, ne ho tale timore, che appena posso e oso chiamare pietà. Quando però mi ricordo come il vostro caro Figlio fu pronto ad accordare perdono a Longino e al ladrone, mi sento incorato a pregare, non tanto, tuttavia, che il timore non finisca col vincermi ognora.
 
VI. Oh, Regina compiuta d'ogni bene, pregate, se vi aggrada il vostro caro Figlio per me, affinchè mi allevii i mali e gli affanni che avrò a sopportare [dopo morte] tanto grandi e forti; perchè, per ciò che spetta al corpo, la morte non mi fa paura.

 

 

 

 

 

 

 

 

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