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De Bartholomaeis, Vincenzo. Poesie provenzali storiche relative all'Italia. Volume primo con ventiquattro silografie. Roma: Tipografia del Senato, 1931

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282,006 - Lanfranc Cigala

 

CXXXVIII.

LANFRANCO CIGALA

 

Testo secondo V. Crescini, Man.3, p. 315.

CXXXVIII. Non c’è dubbio che questa violenta invettiva del trovadore genovese contro il marchese Bonifazio II di Monferrato esprima i sentimenti di rivolta de’ suoi concittadini, allorché costoro appresero (luglio 1245) il passaggio di lui alla parte dell’Imperatore. Difatti le espressioni adoperate da L. C. coincidono perfettamente con quelle dell’estensore degli Annales Ianuenses. Si è già veduto (v. n. CXVII.) come Bonifacio nel 1230 parteggiasse per la Lega di Milano («Tunc Marchio Montisferrati facere voluntatem Mediolanensium iuravit»; GALVANEI FLAMMAE ManipFlorum, cap. CCLXIII), e come sia stato amnistiato nel 1233. Da quest’anno sin quasi a tutto il 1242, parteggia per l’Imperatore (v. i documenti in BÖHMER-FICKER, Reg. Imp., V, pp. 466, 467): nel 1238, milita con le sue genti a favore di Federico II, nell’assedio di Brescia (ibid., p. 479). Ma, nel gennaio del 1243, torna tra’ Guelfi: «Anno Domini 1243... Marchio Montisferrati, Vercellenses et Novarienses facti sunt amici Mediolanensium» (GALVANEI FLAMMAE op. cit., cap. CCLXXVII). Piú particolareggiati sono, sopra questo avvenimento, gli Annales Ianuenses: essi illustrano chiaramente le allusioni di L. C.: «Ipso quippe anno [1242], licet non modica quantitas pecunie daretur proinde marchionibus, composita fuit pax et conventio inter dominum Bonefacium marchionem Montisferrati, Manfredum marchionem de Carreto, Georgium et Manuelem marchiones de Ceva pro se et aliis fratribus suis, ex una parte, et comune Ianue, Mediolani et Placentie, ex altera. Et mense ianuarii [1243] venerunt ipsi marchiones Ianuam; quibus potestas cum militibus ianuensibus ivit obviam usque Stellam. Et, cum tunc temporis partent Imperatoris foverant, iuraverunt in publica concione Ianue et in consilio manutenere et defendere pro posse sanctam Romanam Ecclesiam» &c. (III, p. 140). La somma sborsata dalla Lega a’ predetti marchesi, per ottenerne l’alleanza, fu di trentamila lire intperiali: «In proximo mense ianuarii [1243], marchio Montisferrati cum marchione de Salucio Ianuam accessit, ibi mandata Ecclesie iuravit, quoniam Mediolanenses et Placentini promiserant ei dare triginta milia librarum imperialium» (AnnPlacent. Gibell., p. 486). Conseguenza di questo voltafaccia fu il guasto che re Enzo, alla metà dell’agosto, andò a dare alle terre del Marchese (ibid., p. 487). E sarà a questo che L. C. allude a’ vv. 25–8. Non sappiamo precisare il motivo del bacio dato in Pavia dal marchese a Federico II, in persona del quale L. C. parla a’ vv. 33–40. In Pavia il marchese appare presso l’Imperatore tra l’aprile e il maggio del 1238 (BÖHMER-FICKER, Reg. Imp., V, p. 470); ma non risulta che colà abbia dovuto riconfermare la fede al suo signore. Quanto al bacio del Papa, di questo parlano gli Annales Ianuenses (III, p. 154). Allorché Innocenzo IV giunse a Genova, diretto al concilio di Lione [7 luglio 1244], «venerunt tunc», essi scrivono, «ambaxatores Mediolani, Brixie, Placentie, Vercellarum et Novarie et alii multi de civitatibus, et principes et magnates, et dominus Bonefacius marchio Montisferrati, quem dominus Papa ad latus suum sedere fecit et obsculatum est eum». L’ultimo voltafaccia di Bonifacio e degli altri marchesi, quello che ha suscitato lo sdegno de’ collegati e l’invettiva del loro interprete, fu consumato in Torino, quando vi giunse Federico II, nel luglio del 1245, per attendervi le decisioni del concilio di Lione. «Occurerunt ei», scrivono gli Annales Ianuenses (III, p. 160), «marchio Montisferrati, marchiones de Ceva et Manfredus de Carreto, qui obliti pacis federa et iuramenta que de novo Comuni Ianue fecerant, et osculum fidei quod marchio Montisferrati domino Pape dederat, pro quibus magnam quantitatem pecunie a comuni Ianue receperat; et quia eorum interest pocius rapere pecuniam quam fidem servare». Parole che sembrano uscite dalla stessa penna del trovadore. Il Marchese si trovava con Federico II quando fu recata a costui la notizia della sua deposizione pronunciata il 1º agosto: «Hanc sententiam Imperator apud Taurinum primo audivit, ubi ipse cum marchione Montisferrati et Comite Sabaudie ligam iuravit» (GALVANEI FLAMMAE op. cit., cap. CCLXXIX). Quanto al signor Azzo, da cui il Marchese avrebbe tolto a prestito del danaro, vien da pensare ad Azzo VII d’Esté, ma nulla risulta dalle fonti.

 

 

 

 

 

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