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Longobardi, Monica. I vers del trovatore Guiraut Riquier. "Studi Mediolatini e Volgari", 29 (1982-1983), pp. 17-163.

248,044- Guiraut Riquier

Rubr. R aggiunge una ulteriore qualifica del componimento « et es vers de nostra dona », intitolatura parallela a quella della canso X « canson de la maire de Dieu » (MÖLK, p. 56).
 
1. forfaitz repres - è coppia fissa anche nel vers VII, 3; cfr. THIOLIER-MÉJEAN, p. 119.
 
2. R ha entrestezitz non entresteuitz come risulta, probabilmente per refuso, dall'apparato di OROZ.
 
3. so... de mon temps - tipo di partitivo più comune nei parlars lengadocians, accanto al tipo formato dal solo sostantivo (« Non manjan pan ni bevon vin ») e a quello più comune in francese, formato con la prep. articolata, cfr. ALIBERT, pp. 277-8.
OROZ, p. 231 intende so come I pers. s. dell'indicativo di esser, forma che rimarrebbe isolata, dato che sia C che R presentano sempre suy o soj (almeno nel settore qui preso in considerazione). Come forma del verbo essere è già inteso in MINETTI, pp. 77-78.
 
5. C ha filh del, non filh de come risulta dall'apparato di PFAFF.
 
8. Per trobar mens simile ad achar menos ' faltar ' (portoghese) e variante di esser mens (APPEL, 4, 116; BARTSCH-KOSCHWITZ, 215, 5-6; RIQUER, p. 1617), cfr. OROZ, p. 231.
 
9. Fondamentale per Riquier, ai fini della salvezza, è la speranza in Dio, che è poi la bona fe, la fede incrollabile, come ripetuto al vers VII, 15-16 e al XIX, dove espers e i suoi composti, formano il motivo portante del componimento.
 
10. mos cors - anche pronominale, ma preferiamo non perdere nella traduzione la forte valenza fisica del termine, ' corpo ', ricettacolo incolmabile (« no·s pot complir ») di ogni peccato.
 
11. suy avutz - cfr. T. BERCHEM, Les formations du type soi avutz « j'ai été » en ancien provençal, dans les dialectes gallo-romains, « IV Congrès de Langue et Littérature d'oc et d'Etudes Franco-provençales », Avignon, 1964, pp. 33-43.
Tale forma di participio passato è la più usata da Riquier (cfr. XI, 20 e 44; XIV, 51; XXV, 8) rispetto a ai estat (cfr. XIV, 45; canso XVI, 22 e XXIII, 58).
malsabens - RIQUER, p. 1619 propone, a mio parere opportunamente, la forma unita (cfr. PD, 234 e SW V, 70) per mal sabens di PFAFF e OROZ, interpretato da quest'ultimo in modo forse apprezzabile in senso assoluto, ma che non trova confronti in Riquier, dove il termine ritorna sempre con il senso di ' dispiacere, pentimento, rincrescimento ' come in PFAFF, p. 139, 366-7 » de que ai mal saber e vergonha soven ».
 
18. Per trobi cfr. IV, 46 nota. L'esclamativo è già in OROZ.
 
24. sol que - unito al congiuntivo « pourvu que » (RAYN. V, 251; SW VII, 765).
ben fazen - il rilievo dato alle buone azioni, come momento costruttivo successivo al pentimento, è riproposto al vers VIII, 32 « fort peneden e ben obran » e VII, 20 « ab esfortz de satisfar ».
 
25. benvolens - accolgo l'interpretazione di RIQUER, p. 1619 « los amigos o personas queridas por el trovador ».
 
28. Per a lhuy, cfr. CRESCINI, p. 45 « ...a mezzogiorno, invece, si rammolliva (ill, lh)... anche qui sono spia le rime: un poeta di Narbona, Guirautz Riquier, ci dà per es. selas in rima con aurelhas ». La consonante iniziale palatalizzata, trattata come intervocalica per fonetica sintattica, tipica del sud-ovest, risente dell'influsso catalano.
La lezione di R veraya vida è evocata per inerzia, in quanto cliché comunemente attribuito a Dio, cfr. XVIII, 34 e un ' sermone ' ancora in PFAFF, p. 116, 453-4.
La richiesta di una guida per giungere in porto, d'altronde, è riproposta al v. 35 e tale parola-rima trova il suo pendant nella tornada, secondo un piano di richiami prestabilito, osservato nella nota metrico-retorica: questi due argomenti depongono a favore della lezione di C guida.
 
29. La lezione di R del comensar orienta la relativa interpretazione verso la locuzione avverbiale che però non trova riscontro nei lessici (si trova al comenchar o a l'enconmensansa, cfr. RAYN. I, 448-9 ma non la costruzione con la prep. de).
La costruzione parallela del verso successivo, d'altronde, del tipo aggettivo-prep.semplice-infinito, avalla senz'altro il nesso cozens de, col senso illustrato dagli esempi di RAYN. III, 17 fra cui « cautz de tort far e de caritat frez » (P. Cardenal).
Si sviluppa qui una parte del passo di Matteo, relativo alle due vie, quella della perdizione e quella della redenzione (Matteo, 7, 13-14 « lata porta et spatiosa via est quae ducit ad perditionem, et multi sunt qui intrant per eam. Quam angusta porta et arcta via est quae ducit ad vitam, et pauci sunt qui inveniunt eam! »).
Il motivo ha molta fortuna in Riquier, cfr. VII, 36-8; XVIII, 41-44; XXI, 31; XXIII, str. V; XXIV, 2-3.
 
30. La supposizione « cant CR? » di OROZ non è motivata dalla lettura, chiara, dei manoscritti.
fromir - cfr. PD, 195 « accomplir, achever ». I vv. 29-30 sono concettualmente molto vicini.
 
33. per un dos - ' doppiamente ', anche se dos ha spesso, anche in Riquier, valore di moltiplicativo generico (cfr. VI, 18; X, 25; XX, 35).
 
34. passes - cfr. Leys, III, p. 78 « Dels noms integrals e parcials et de lor alongamen ».
 
35. La lezione di R no(n) a ' non c'è ', in quanto il verbo di quiete non si accorda con la prep. tro ' fino a ', che segue.
 
36. Per fos = fotz, cfr. III, 51, nota.
 
39. pregar de - ' pregare per qualcuno ' (SW VI, 498; OROZ, p. 239). R è ipometro.
 
40. a son cors - ancora una volta il senso proprio di ' corpo ' su cui si gioca la contrapposizione fra doni richiesti a Dio, in vita e in morte di re Alfonso.
 
41. OROZ pone in apparato « gratz R », vedendo una zeta dove c'è solo un punto a mezza altezza dal rigo di scrittura. La lezione di C è esperital, non espirital come messo a testo da OROZ, senz'altro per refuso, dato che le lezioni di entrambi i manoscritti (cfr. R apparato) risulterebbero identiche.

 

 

 

 

 

 

 

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